Bollo Federico

Nasce a Vercelli il 14 10 77; la sua residenza è sempre stata Livorno Ferraris. L'arte si fa sentire in lui fin da tenera età come desiderio di copiare ciò che vede nei libri, molto spesso pasticciando gli stessi o ricalcandoli con carta carbone. Già nei primi anni di scuola elementare mostra una insolita fantasia e una grande espressività nei suoi disegni, tuttavia dovranno passare almeno un altro paio di anni prima che si sviluppino in lui le capacità tecniche che lo faranno notare fra i compagni come una giovane promessa.  Nel 1991 inizia a frequentare il liceo artistico "Ugo Foscolo" di Vercelli dove, seppur con un impostazione piuttosto rigida, egli potrà acquisire solide basi per il disegno ed il modellato. In questo periodo periodo inizia la sua carriera artistica con la partecipazione a vari concorsi nell'ambito vercellese.
Nel 1995 si diploma, dopodiché frequenta un corso biennale per Illustratori al Castello Sforzesco di Milano. Nel frattempo partecipa a numerose mostre, sia locali che regionali; espone a Livorno Ferraris in occasione della rassegna artistica e anche durante le vacanze di Natale assieme a Guido Bonaudo, anch'egli pittore. Nel 1999 conosce, grazie al Cavalier Mario Pistono, un artista che diventerà suo maestro e di cui porterà sempre l'impronta e il ricordo: Sergio Albano. Da Sergio Albano potrà arricchire le sue nozioni per giudicare un dipinto, bilanciare la composizione e soprattutto, cosa che per Federico è sempre stato un tallone d'Achille, come completare un'operacon la giusta scelta cromatica.

 DI SE FEDERICO DICE:

 "Per poter capire la mia pittura, bisogna conoscere gli artisti che mi hanno ispirato e i movimenti a cui faccio riferimento; l'artista che amo di più sopra ogni altro è Caravaggio: oltre ad ammirarlo per il virtuosismo tecnico di cui dà prova (nessuno come lui è riuscito a rendere particolari dell' anatomia umana e a far risaltare la luce in un quadro cupo), Oltre a lui ammiro quasi tutti gli artisti del Rinascimento, soprattutto Piero Della Francesca, Paolo Uccello e Andrea Mantegna per la geometria che evidenzia la composizione, la solidità dei volumi e la purezza dei colori.
Come tematiche molto spesso mi avvicino alla metafisica e al surrealismo in quanto 
esse hanno lo scopo di rappresentare la realtà, come ciò che si cela dietro la maschera di quello che vediamo (metafisica), o l'immaginazione, come frutto della realtà che viviamo (surrealismo), talvolta prendo spunto dai brani dei miei cantautori preferiti o da scene di visione comune.Nei miei quadri utilizzo quasi sempre il pennello e solo raramente faccio ricorso a spatole, poiché esse si adattano a una pittura di esecuzione immediata e a superfici materiche e screziate, che sono contrarie ai miei obbiettivi; infatti il mio scopo è cercare di ottenere il più possibile superfici piatte senza tracce di pennellate, separando le varie parti della composizione tramite il contrasto di colori.
Per quanto riguarda il tipo di colore utilizzo sia colori acrilici che colori ad olio; ma tendo ad abbandonare i primi a favore dei secondi, in quanto i colori acrilici essendo a rapida essiccazione non permettono l'utilizzo di chiaroscuro che dà alle forme il volume plastico.
Per ottenere superfici piatte stendo due o più mani di colore su ogni parte del quadro; prima di passare alla seconda mano aspetto che ogni parte del quadro sia asciutta: in tal modo posso confrontare se l'accostamento dei colori è equilibrato o se vi sono campiture per cui è meglio trovare un'altra tonalità.

L'esecuzione dei miei quadri è semprepiuttosto lunga poiché non mi piace lavorarci costantemente, ma spesso li lascio in sospeso, per lavorare su altri bozzetti, di cui molti vengono scartati.
A volte passo almeno un'ora per decidere a tavolino la tonalità di un colore affinché contrasti col resto del quadro, ma nel frattempo non crei distonia; anche nello stendere il colore sono lento poiché cerco di fare in modo che resti un semplice gesto meccanico, ma quasi un esperienza vissuta, per essere sicuro in tal modo che ogni cosa sia stata svolta al meglio."
                                                                                                (Federico Bollo)