Sala Adamo

Si possono trovare:

  • Un busto in marmo di Adamo Ferraris.
  • Giubbe, capelli indossati da Adamo Ferraris nelle varie compagne in seguito a Garibaldi.
  • Una serie di scritti e documenti autofotografici di Adamo.
  • Un busto in bronzo di Galileo.
  • Il modello di un sommergibile che ha portato il nome a Galileo.
  • Un'enciclopedia dell'elettricità.
  • La fotografia che ritrae Ferraris e Faldella alla loro nomina a Senatori.

PAOLO INNOCENZO ADAMO FERRARIS
nacque a Livorno in Piemonte il 30 giugno 1838 da Luigi, farmacista, e da Antonia Messia. Compì i primi studi a Livorno, poi si spostò a Torino per poter seguire gli studi ginnasiali e liceali. Adamo visse in una famiglia di ottimo livello intellettuale e culturale, come ricorda la pronipote Elsa Buzzi in alcune sue memorie scritte. "I due fratelli (Adamo e Galileo) quando venivano a casa da Torino per qualche giorno di vacanza parlavano in latino con il padre e lo zio Antonio". Per motivi di salute compì gli studi universitari a Parma, addottorandosi in medicina. Il soggiorno in quella città gli permise di conoscere il dott. Gian Lorenzo Basetti che a sua volta gli fece incontrare Giuseppe Garibaldi. Nell'ambiente patriottico dell'Università di Parma consolidò i suoi sentimenti anticlericali da sempre respirati in famiglia verso un Papa-Re (ultimo ostacolo alla Repubblica), che lo portarono ad imbracciare il fucile nella campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma nel 1867, culminata nella battaglia di Mentana a cui il giovane partecipò rischiando la vita. Nell'estate del 1867, chiamato dal sindaco Drebertelli, con vero animo missionario andò a Borgo D'ale (VC) per debellare il "cholera morbus". Combatté eroicamente a Monterotondo e a Mentana; i particolari della campagna furono narrati in un memoriale del 1868 "Memorie di un volontariato della campagna dell'Agro Romano". Tornò poi a Torino per esercitare con animo filantropico la sua professione. Alcune frasi stralciate dalla sua corrispondenza testimoniano il suo animo nobile, ribelle all'idea del lucro e dell'interesse proprio materiale.

A compenso della straordinaria natura eroica esisteva anche in Adamo un amore per tutto ciò che avesse attinenza con l'arte: coltivò la musica, sotto la guida del Maestro Guido Rossaro, la pittura (suo un magnifico scenario per il Teatro Viola di Livorno) e la scultura. Più di tutto amò la filodrammatica di cui fu lodevole interprete nel Teatro Viola, con la sorella Teresa ed il cognato capitano Botto, direttore della compagnia. Nel 1870 ripartì nuovamente con Garibaldi per Chambéry a combattere per la libertà dei francesi con la qualifica di medico speciale del Generale. Dole, Artun e Dijon furono tappe di una fortunata campagna dei garibaldini contro i Prussiani, ma a Dijon, dopo tre giorni di vittoriose battaglie, Adamo cadde gloriosamente: era il 23 gennaio 1871. Il 22 ottobre dello stesso anno Garibaldi scriveva da Caprera all'on.. Pietro Del Vecchio "la perdita di Adamo Ferraris fu grave per l'Italia e per me". Per espresso desiderio del fratello la salma venne traslata ed inumata nel cimitero di Torino.
Il Centro Culturale Livornese comprendente il Museo Ferraris (erede del Museo Sacrario Ferraris), la Biblioteca Civica e l'Archivio Storico vuole contribuire a porre in tutta evidenza la figura di Adamo Ferraris, fratello maggiore dello scienziato, degna di brillare di luce propria accanto a quella del fratello Galileo.