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Il comune di Livorno Ferraris appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Vercelli

Artisti Livornesi

Aldrovandi Rita

Rita Aldrovanni è nata a Livorno Ferraris nel 1962.
Lavora nel settore socio-assistenziale ed è entrata a far parte del gruppo "Ceramiste dell'Associazione Artistica Santhiatese" (insegnante Maria Bossi) con il quale partecipa a mostre e mercanti dell'Artigianato.

La sua passione infatti è la pittura, in particolare quella su ceramica con la quale esprime la sua sensibilità e dolcezza.
Persona che, per innata riservatezza, ama sempre stare in ombra, volge lo guardo verso lo spettacolo e la bellezza della Natura che raffigura nelle sulle opere con tocchi tenui e delicati e la semplicità che caratterizza gli spiriti nobili.

Da lungo tempo scrive poesie e brevi racconti che fino ad oggi ha custodito gelosamente. La nuova amicizia, stretta con Annamaria e Guido le ha, però, dato l'energia necessaria per aprire lo scrigno dei suoi sentimenti. Si scopre cosi una donna spiritualmente ricca e dalla viva intelligenza.

"Cattia Salto "

Bollo Federico

Nasce a Vercelli il 14 10 77; la sua residenza è sempre stata Livorno Ferraris. L'arte si fa sentire in lui fin da tenera età come desiderio di copiare ciò che vede nei libri, molto spesso pasticciando gli stessi o ricalcandoli con carta carbone. Già nei primi anni di scuola elementare mostra una insolita fantasia e una grande espressività nei suoi disegni, tuttavia dovranno passare almeno un altro paio di anni prima che si sviluppino in lui le capacità tecniche che lo faranno notare fra i compagni come una giovane promessa. Nel 1991 inizia a frequentare il liceo artistico "Ugo Foscolo" di Vercelli dove, seppur con un impostazione piuttosto rigida, egli potrà acquisire solide basi per il disegno ed il modellato. In questo periodo periodo inizia la sua carriera artistica con la partecipazione a vari concorsi nell'ambito vercellese.
Nel 1995 si diploma, dopodiché frequenta un corso biennale per Illustratori al Castello Sforzesco di Milano. Nel frattempo partecipa a numerose mostre, sia locali che regionali; espone a Livorno Ferraris in occasione della rassegna artistica e anche durante le vacanze di Natale assieme a Guido Bonaudo, anch'egli pittore. Nel 1999 conosce, grazie al Cavalier Mario Pistono, un artista che diventerà suo maestro e di cui porterà sempre l'impronta e il ricordo: Sergio Albano. Da Sergio Albano potrà arricchire le sue nozioni per giudicare un dipinto, bilanciare la composizione e soprattutto, cosa che per Federico è sempre stato un tallone d'Achille, come completare un'operacon la giusta scelta cromatica.

DI SE FEDERICO DICE:

"Per poter capire la mia pittura, bisogna conoscere gli artisti che mi hanno ispirato e i movimenti a cui faccio riferimento; l'artista che amo di più sopra ogni altro è Caravaggio: oltre ad ammirarlo per il virtuosismo tecnico di cui dà prova (nessuno come lui è riuscito a rendere particolari dell' anatomia umana e a far risaltare la luce in un quadro cupo), Oltre a lui ammiro quasi tutti gli artisti del Rinascimento, soprattutto Piero Della Francesca, Paolo Uccello e Andrea Mantegna per la geometria che evidenzia la composizione, la solidità dei volumi e la purezza dei colori.
Come tematiche molto spesso mi avvicino alla metafisica e al surrealismo in quanto
esse hanno lo scopo di rappresentare la realtà, come ciò che si cela dietro la maschera di quello che vediamo (metafisica), o l'immaginazione, come frutto della realtà che viviamo (surrealismo), talvolta prendo spunto dai brani dei miei cantautori preferiti o da scene di visione comune.Nei miei quadri utilizzo quasi sempre il pennello e solo raramente faccio ricorso a spatole, poiché esse si adattano a una pittura di esecuzione immediata e a superfici materiche e screziate, che sono contrarie ai miei obbiettivi; infatti il mio scopo è cercare di ottenere il più possibile superfici piatte senza tracce di pennellate, separando le varie parti della composizione tramite il contrasto di colori.
Per quanto riguarda il tipo di colore utilizzo sia colori acrilici che colori ad olio; ma tendo ad abbandonare i primi a favore dei secondi, in quanto i colori acrilici essendo a rapida essiccazione non permettono l'utilizzo di chiaroscuro che dà alle forme il volume plastico.
Per ottenere superfici piatte stendo due o più mani di colore su ogni parte del quadro; prima di passare alla seconda mano aspetto che ogni parte del quadro sia asciutta: in tal modo posso confrontare se l'accostamento dei colori è equilibrato o se vi sono campiture per cui è meglio trovare un'altra tonalità.

L'esecuzione dei miei quadri è semprepiuttosto lunga poiché non mi piace lavorarci costantemente, ma spesso li lascio in sospeso, per lavorare su altri bozzetti, di cui molti vengono scartati.
A volte passo almeno un'ora per decidere a tavolino la tonalità di un colore affinché contrasti col resto del quadro, ma nel frattempo non crei distonia; anche nello stendere il colore sono lento poiché cerco di fare in modo che resti un semplice gesto meccanico, ma quasi un esperienza vissuta, per essere sicuro in tal modo che ogni cosa sia stata svolta al meglio."

cellurare: 393216366
email: mailto:bollofederico@gmail.com

Bonaudo Guido

Guido Bonaudo è nato a Livorno nel 1949 ed è deceduto 28.05.06. Ha sempre dipinto come autodidatta ed il suo modello di pittura è sempre stato quello classico dell'Ottocento italiano.
Non è quella di Bonaudo un'arte che ha ceduto alle soluzioni consumistiche, è una disciplina se vogliamo (anche se impropriamente), un problema di linguaggio, una combinazione cromatica con tanti effetti, soprattutto un ricordo rivolto allo spirito e ad un cuore in semplicità e schiettezza.
Ha partecipato a numerose mostre e concorsi, ricevendo premi e riconoscimenti per le sue opere che si trovano in collezioni private in Italia e all'estero.
"Antonio Olberti"
La pittura di Guido Bonaudo scaturisce della genuinità che è propria di questo artista livornese.
L'amore per la sua terra e per tutto ciò che esprime purezza e sincerità lo portano ad esternare attraverso i dipinti la natura e la vita quotidiana, non sempre disegnata nell'immediato, piuttosto ripensata nella memoria. Ad esempio, un'immagine tipica sedimentata nel ricordo è quella delle mondine chine a frugare nell'acqua. I volti di queste donne non appaiono mai perché è sua intenzione imprimere sulla tela la simbologia del lavoro e la fatica che un tempo l'uomo, in questo caso la mondina, doveva sopportare per poter sopravvivere.
Le sue pennellate semplici nascono dalla rielaborazione dei sentimenti d'iniziativa che gli sono rimasti nella mente con un amore che non si cancella, pur senza mai farne un monumento alla memoria.
L'universo di Guido Bonaudo è fatto di inviti alle favole innocenti, di figure contadine, di scenari agresti e rilassati e le sue rappresentazioni stimolano esami di conoscenza, la speranza che l'uomo si pulisca dal grigiore e della tristezza di cui è coperto.
"Annamaria Panizza"

De Pascale Giovanna

De Pascale Giovanna nata a Gand il 07.04.36 abitante a Livorno Ferraris, Frazione Gerbidi 7. Appassionata di pittura frequenta l'Accademia di Gand per tre anni. Per motivi famigliari si trasferisce a Torino dove frequenta per un anno l'Accademia Albertina. Negli anni successivi dopo la nascita dei figli interrompe la sua attività di pittrice per dedicarsi a loro e al lavoro nell'azienda di famiglia.

Con la famiglia si trasferisce a Livorno Ferraris e raggiunge l'età in cui può dedicarsi nuovamente alla sua prima passione ericomincia a dipingere.
In questi anni si dedica alla pittura con rinnovato interesse, molto eclettica e fantasiosa segue le ispirazioni del momento rielaborando i soggetti a lei più cari in modo molto personale.

Amante della campagna vercellese, del mare e della natura in tutte le sue forme che reinterpreta con un uso dei colori intenso e caldo caratterizzato da un grande equilibrio cromatico.
Dalla sua pittura emerge una natura calda e solare risultato di una personalità forte e appassionata, che riesce a emettere una grande energia creativa.

tel. 0161.4775544

Del Santo Ennio

Del Santo Enio residente in Livorno Ferraris nato a Vercelli il 30.09.06 diplomato presso l'Istituto Tecnico Industriale ed iscritto presso il relativo Albo Professionale, attualmente lavora a Vercelli in qualità di funzionario responsabile del Servizio Energia presso la Provincia di Vercelli.La sua attività pittorica inizia nella prima adolescenza con ritratti, paesaggi di stampo surrealista supportati dalle capacità del padre anche lui pittore per diletto. Successivamente inizia ad esporre in feste paesane soggetti astratti dove il contrasto cromatico assieme alla particolarità della tecnica informale tali opere.

Dopo un lungo periodo di stasi ha ripreso l'attività nei primi anni '90 rifacendosi alla pop art, dell'arte informale e al cinetismo (grande seguace di Enio Finzi) esponendo in collettive a Vercelli e nel 2003- 2005 ha collaborato alla stesura di pannelli didattici relativi al risparmio energetico inerenti ad una mostra organizzata dalla Provincia di Vercelli. Predilige l'arte povera usa materiali umili quali cartoni, linoleum, faesite ecc. usando colori a smalto sintetici, catrame, oli esausti. Alterna momenti di grande produzione e momenti di completo abbandono, pertanto la sua attività è piuttosto discontinua. Nel 2005 è stato selezionato al 1° gran premio internazionale di Lugano con l'opera Giunca in rada, nel 2006 selezionato al premio internazionale di Taormina con l'opera Stato Vorticoso, sempre nel 2006 premiato con il Leone d'Oro per l'arte a Sirmione con l'opera Vortice Giallo 1° Premio al grand Prix de la Cote D'Azur alla collettività di Nizza è premiato con il mercurio d'oro per l'anno 2006. Ha esposto in collettive a Milano, Rimini, Riccione, Ferrara, Taormina, Nizza. Hanno parlato di lui i seguenti giornali La Stampa di Torino pagina locale, La Sesia, La Nuova Periferia, Notizia Oggi, La Gazzetta del Piemonte, il Corriere Eusebiano, Liburnum.

"Vortice Giallo": opera premiata al Leone d'Oro per l'Arte (1 luglio 2006, Sirmione). "La magia dei suoi vortici crea una mirabile capacità di fusione della sua gestualità, inconsciamente guidata da stimoli fruitori di ottima grafia consapevole della sua pulsione espressiva e comunicativa. Del Santo evoca un naturale equilibrio, offrendo ricche suggestioni rapidamente descritte dalla sua pennellata decisa, comunicando attraverso immagini filtrate da una astrazione energica e dai colori intensi"

Prof. Mariarosa Belgiovine

Quadro donato al Comune di Livorno Ferraris

Girardi Giuseppina

Bibliografia e personalità artistica. Giuseppina Girardi è nata a Bianzè in provincia di Vercelli. Risiede e lavora a Livorno Ferraris sempre in provincia di Vercelli, in via Arturo Guglielmi n. 26. Dopo aver cominciato a dipingere in sordina, da autodidatta, decide di frequentare l'Istituto di Belle Arti di Vercelli, sotto la guida del valente maestro prof. Renzo Roncarolo, diplomandosi a pieni voti. E mantenendosi nel giusto limite per non abbassare l'arte a mestiere Giuseppina Girardi continua la sua ascesa in campo pittorico, dedicandosi con felici esiti al paesaggio e alla figura, vale a dire soggetti colmi di sostanziali contenuti figurativi, rimasti costanti nella sua arte.
I suoi dipinti, composizioni di colori e tonalità calde estremamente vigorose, denotano indubbiamente una personalità di artisti matura, capace di affrontare qualunque traversia che si presenti nella vita. I suoi artisti preferiti sono Monet e Manet ai quali si ispira nella ricerca impressionistica. Solo così essa afferma, attraverso le impressioni può moltiplicare le possibilità di comunicazione con il prossimo. Artista da polso, quindi, che non si scoraggia di fronte alle difficoltà: sempre alla ricerca di nuovi orizzonti pittorici.


Che sia di natura socievole, Giuseppina Girardi non c'è dubbio alcuno perché i suoi dipinti rispecchiano a prima vista la sua bontà d'animo, la sua sensibilità al contatto dell'aria, della luce, delle voci della natura. Un angolo di prato, una contrada solitaria, degli alberi non sono soltanto un agglomerato di elementi statici ma dei momenti irreperibili influenzati dai sentimenti di quel particolare momento, dell'illuminazione, dalla posizione delle ombre, dalle relazioni spaziali. Il tutto da disporre di uguale misura affinché non nasca un penoso fraintendimento. Per cui ogni composizione, pittorica va letta non soltanto in relazione alla dimensione, ma come un processo poetico dove ogni parte deve essere strettamente connessa con altre, per essere tutte inserite nel contesto dell'insieme.
Osservando i dipinti di Giuseppina Girardi si vede come essa abbia capito che un'opera d'arte, sia che appartenga alla forma percettiva o al contenuto, deve rappresentare sempre, in concreto, il senso della piena liberazione poetica, da percepire immediatamente come proprietà sensoriale. Nel caso della pittrice vercellese i colori di memoria di conoscenza, e di apprendimento. Colori autentici nati dallo stupore e dal sentimento, tendenti a unire un'unica continuità ritmi e spazi; colori aperti e gioviali che hanno la facoltà di evidenziare la natura.

Immagini, dunque che rivelano una pittrice attenta a solerte a particolari timbri, alle sensazioni visive, ai rapporti emozionali ed anche a quelli spirituali. Lo si può notare anche e soprattutto nelle figure, nelle quali la forma ha vita perché presiede un tono che possiamo definire interiore. In esse Giuseppina Girardi ha cercato espressione e compatta unicità con un esame conoscienzioso dei particolari: un atto umile e semplice, all'insegna del conoscere e del progredire. Queste figure, questi nudi accrescono certamente il suo stile in senso descrittivo, e veristico insieme alla componente romantica appartenente al suo linguaggio pittorico.
Sono soggetti semplicemente umani che lasciano alle campiture colorate assumere forma e dimensione, sono pennellate che chiedono e si riconoscono come protagoniste di atteggiamenti e di situazioni. Con risultanti espressivi che vogliano essere, e sono, un'affermazione di piena liberta verso quell'impressionismo che è la ragione della sua vita, della sua evoluzione e della sua elaborazione cromatica (Antonio Oberti).
Pensiero sull'arte "L'arte per me è come un grande mare, a volte calmo e quieto, altre burrascoso e agitato, come può essere l'animo umano è quando queste sensazioni sono più sentite dal nostro "io" nascono le opere più belle".
Pensiero sulla vita "Per spiegare il mio pensiero sulla vita ho scelto questo brano tratto da una mia poesia dal titolo Ultimi guizzi di gioventù: Vorrei spiegare al vento dell'avventura le mie vele e lasciarmi trasportare dal mare della felicità le cui acque mi sono ignote".

COMMENTO ARTISTICO
"Delicato nella resa pittorica, legato alle proprie più intime emozioni, la Girardi non perde i contatti con la tradizione figurativa precedente tradotta da una continua e vivificante modernità i colori tenui e delicati sono effusi da una luce armoniosa che porta ad un equilibrio di toni cromatici. Sulla tela si avvicendano paesaggi via via diversi ma tutti ugualmente filtrati dalla personalità dell'artista che da una straordinaria interpretazione della natura, protagonista indiscussa in queste creazioni.

Giuliano Maria Teresa

Pittrice vercellese della corrente dei pittori impressionisti piemontesi
Maria Teresa Giuliano Francese è nata a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli e nel suo paese natale vive e opera in Frazione Gerbidi, n. 4.
Si è diplomata all'Istituto di Belle Arti di Vercelli, sotto la giuda del prof. Renzo Roncarolo.
Artista di natura semplice e schietta, si dedica con tenacia e modestia all'arte pittorica potenziando le qualità intrinseche della sua visione artistica. E' passata attraverso diverse correnti pittoriche, cercando di raffinare sempre più il suo metodo di lavoro.

Guelpa Guelfo

"L'arte è una attività umana che possiede come propri scopi la trasmissione alle altre persone dei più alti e migliori sentimenti al quale l'uomo sia mai arrivato".
E' un appassionato e profondo pensiero del celebre scrittore russo Leone Tolstoj. Una frase che ben si coniuga con la pittura di Guelfo Guelpa, 64 anni, artista le cui opere non sono semplici spazi decorativi, ma una piccola oasi di positività.

Con un padre poeta e scrittore, evidentemente ha respirato il profumo dell'arte e della creatività fin da bambino. Formatosi alla scuola del celebre maestro vercellese Renzo Roncarolo, Guelpa sviluppa una forte passione per i paesaggi, nutrendo un'indiscussa ammirazione per i grandi impressionisti d'oltralpe come Manet, Renoir, Monet e Degas. Guelpa ama sperimentare, pur rimanendo fedele ad un armonico uso di luci e colori. Del resto colore e luce sono gli ingredienti principali della visione.
La sua scelta di rappresentare la realtà lo porta ad esaltare su tutto la sensazione dell'attimo fuggente. Un'elaborazione mentale che parte dalla velocità delle emozioni e che arriva a selezionati tagli di inquadratura. Nascono così quadri dai tratti classici, ma al contempo immagini con un particolare sapore di modernità. Una modernità accentuata dall'uso di colori che a volte superano l'idea della realtà stessa. E qui si può notare una inequivocabile contaminazione artistica, frutto di studi, ma anche di un certo amore per la corrente metafisica di Giorgio Morandi. Non è infatti raro notare in alcuni quadri di Guelpa una visione enigmatica della realtà, quasi un'astrazione, un malinconico lirismo. Opere che, per chi ha il piacere e l'opportunità di apprezzarle, riportano alla mente certe pennellate dell'estense Filippo De Pisis, altro padre dell'arte metafisica.

La produzione di Guelpa è piuttosto fertile, così come la sua partecipazione a mostre e concorsi in buona parte del Nord Italia.
"Dipingo non solo per regalare sensazioni agli altri è solito affermare ma anche e soprattutto per sentire sulla mia pelle emozioni autentiche".

Milone Amleto

È nato a Saluggia (VC) il 20 gennaio 1925, muore a Livorno F. il 26/04/2007; iscritto all'Istituto delle Belle Arti di Vercelli sotto la guida del maestro Prof. Roncarolo.
Pittore di rara sensibilità, Milone Amleto tratta con personale tecnica i soggetti paesistici che riesce a rendere, secondo un'equilibrata alternanza di luci e di colore, del cui rapporto scaturisce effetti di notevole suggestione.

Gli angoli storici, o gli scorci essenziali della natura si mutano in nuovi racconti, attraverso una narrazione che elimina ogni convenzionalità per divenire favola.
In questi ultimi anni ha partecipato a collettive e concorsi di pittura, ottenendo lusinghieri successi.


Citiamo i principali concorsi: Fontanetto Po, Verolengo, Livorno F., Albiano (Ivrea), Robella di Trino, Rodallo di Caluso, Montegiove di Chivasso ed altre città.

Ocleppo Piergiuseppe

Nato a Biella nel 1965, lavora per alcuni anni come illustratore e grafico; dal 1988 si dedica alla pittura ed all'insegnamento.

L'ARTIFICIO NATURALE
La sveglia, il traffico del mattino, un cappuccino, il treno, la fabbrica, l'ufficio ed un pasto veloce con fegato e bile; finalmente una pausa, più di cento immagini e colori avvolgono i miei ricordi.
Verde prato, rosso frutti, giallo limone, colori definiti brillanti, cromati da vibranti luci che si riflettono sulle superfici.
Nitidi contorni delineano le forme a noi già note: zucca, melanzane, fagioli. Non avrei mai pensato che con tali parole avrei narrato dell'arte nella sua sentita ricerca. A dirsi è buffo, ma è un cavolo che mi interroga mettendo alla prova quando ho appreso.
È lì, tacito ed immobile, con quella espressione grottesca da osteria, il vocione basso di tono e lo sguardo crucciato che mi domanda "chi sono" ed ora non sono così sicuro di saperlo, fino a pochi minuti faro avrei giurato che questo fosse un cavolo, una verza, ma ora?
Mi interrogo fino alla nusea chiedendomi se ciò che é solo quello che riconosco, osservo, scruto e m'incontro tra i pori delle foglie seguendo quelle nervature che non portano a nulla svanendo nel proprio colore. Paradossalmente scopro che la natura è diventata più artificiosa della sua immagine. L'artificio della natura è ora artificio naturale delle cose,l' immagine della realtà è più forte della realtà stessa.

Da piccolo uomo quale sono guardo la natura del basso verso l'alto e la frutta diventa monumento, il cestino di vimini un grattacielo, il prato, una foresta.
Mi sono smarrito e non ho ritorno.
Scopro cose mai viste e l'ovvietà quotidiana diventa meraviglia: lo specchio di Alice si è fatto trasparente e mostra le sue meraviglie. La precisione descrittiva di queste tele è straordinaria; è l'imperfezione stessa a renderle così incredibilmente vere.
Il bruco, il buco e l'ammaccatura sulla frutta rendono quelle artificiose nature morte credibili all'occhio dell'uomo. Il silenzio e la meraviglia fanno di queste opere una finestra verso un mondo incantato tra verdi prati e foglie filiformi non mi stupirei di incontrare un gnomo.
Se la pittura nordica ci ha fatto scoprire, anche attraverso l'opera del Caravaggio, la potenzialità della tecnica della pittura ad olio nel rendere il vero, oggi si riscopre la composizione: precisa, serrata, più che abbozzata, matematica più che simmetrica, armoniosa.
In un'epoca il cui il virtuale sta pericolosamente sostituendosi alla realtà e l'intelligenza artificiale si accompagna alla logica umana, la sfida tra uomo e macchina è obbligata; con queste opere Piergiuseppe Occleppo ha sintetizzato per noi un briciolo di natura, non si può negare che da ora in poi, il prato dietro casa abbia assunto un nuovo valore semantico.
È come svegliarsi dall'incubo dell'assurdo e accorgersi che tutto ha un ordine: i tavoli imbanditi e la frutta nel cestino; accorgersi in pochi attimi che la nostra dimensione umana persiste.
Credo di non poter aggiungere nulla a queste opere che in realtà si narrano da sole. La tecnica pittorica è così sottile che si fa impercettibile, queste tele sono qui semplicemente per farsi ammirare.

Le sue opere si trovano in collezioni private o pubbliche in Italia ed all'estero.
1992 AUDITORIUM S. CHIARA Vercelli
1993 UBOLDOARTE93 Uboldo (VA)
1994 GALLERIA SIMPOSIO ARTE Vercelli
1995 GALLERIA CREDIT MUTUEL Arles ESTRUPARTE 6 Venturina (LI)
ARTEXPO95 Belluno Opera murale e mostra nel comune di Gravellona Lomellina
1996 GALLERIA ACQUARIA Ivrea (TO)
1997 GALLERIA S. SEBASTIANO Mantova

GALLERIA L'ARIANTE Torino
1998 GALLERIA MAURI Mariano Comense
1999 IpeREALISMI GALLERIA CORNICI E DESIGN Chieri (TO)a cura di F. Longo e G. Biasutti
2000 MANUFATTO-ARREDATO CROSSING Portoguaro (VE) con Piero Ghilardi a cura di B.

Brollo 2001 ROLLING STRONES CROSSING Portoguaro (VE) a cura di B. Brollo

PLUS/OLRE STUDIO AKADEMEJA Lignano S. (UD)
ENCICLOPEDIA 3 GALLERIA IL SALOTTO Como
GALLERIA PORTA DELL'ARCO Siena

SEASON GALLERIA CORNICI E DESIGN Chieri (TO) a cura di F. Longo

2002 ALIMENTARTE Arte come cibo per la mente MIRA (VE) a cura di M.L. Trevisan
2003 TASTABILE (O QUASI) GALLERIA IL SALOTTO Como

Rigoni Narciso

Narciso Rigoni è nato il 22 settembre 1921, vive a Livorno Ferraris circondato dalle sue numerose creazioni pittoriche, da cui non si è mai separato. Rigoni, infatti, non ha mai accettato neppure l'idea di vendere o regalare qualcuna delle sue creazioni. Egli dice che ogni pennellata, ogni tratto di matita di tutti i suoi quadri lo riporta a momenti felici passati grazie alla passione per la pittura che ormai non può ripetere essendo diventato ipovedente. Per questo, ora più che mai, vuole tenere tutte "le sue creature" accanto a sé. Rigoni ha iniziato a dipingere da ragazzino e dall'età di quattordici anni si è avvicinato all'arte da autodidatta, eseguendo anche bassorilievi. La passione per l'arte è viva in lui anche nell'attitudine a scrivere memorie.

Nel 1975 è stato tra i promotori della scuola di Pittura, Disegno e Scultura livornese intitolata a Jacobo Rossignoli (oggi non più esistente), che ha coinvolto una trentina di Livornesi sotto la guida del pittore Franco Capello, docente al Liceo Artistico di Torino. Inoltre, su suggerimento del dottor Mario Giordano, Narciso Rigoni è stato ideatore di mostre di pitture a Livorno Ferraris, di cui oggi resta memoria nella biennale di pittura organizzata dalla Pro Loco durante la festa patronale.

I soggetti della pittura di Rigoni spaziano dai paesaggi, alla natura morta, ai ritratti. Inoltre si è voluto cimentare anche in riproduzioni di opere di artisti famosi, pur di poter esprimere in qualunque modo la sua passione pittorica. In molti quadri e disegni ha voluto ritrarre scorci e scene di vita di Livorno Ferraris, suo paese d'adozione, ritraendolo nei paesaggi caratteristici delle risaie con le mondine al lavoro. Nella sua arte è tangibile una sensibilità nei confronti della natura e da ogni pennellata traspaiono emozioni nascoste.